DINAMICHE OCCUPAZIONALI A MANTOVA E PROVINCIA NEL 2026, PRESENTATO IL REPORT OSSERVATORIO MERCATO DEL LAVORO

  
  per il cittadino,   per enti ed imprese,   
 

Un mercato del lavoro caratterizzato da evidenti contrasti: se da un lato si conferma la crescita del numero di occupati, dall'altro emergono fragilità strutturali che minano la qualità del lavoro. E' quanto emerge dal report annuale sulle dinamiche occupazionali a Mantova e provincia redatto dall'Osservatorio mercato del lavoro e presentato oggi alla presenza del consigliere provinciale con delega alla formazione e lavoro Maria Paola Salvarani, dalla dirigente dell'Area lavoro e CPI della Provincia Cristina Paparella e da Anna Capucetti coordinatrice del gruppo che ha redatto lo studio.   

La contrazione demografica sta trasformando il mercato del lavoro in un ecosistema altamente competitivo, dove i giovani talenti rappresentano una risorsa scarsa e contesa. Con un'età media provinciale proiettata a 48,1 anni entro il 2036, le aziende si trovano a un bivio strategico: gestire l'invecchiamento della forza lavoro interna e, contemporaneamente, ridefinire le politiche di attrazione e fidelizzazione.

Queste stesse difficoltà sono infatti emerse durante l'incontro con diverse imprese mantovane sul tema "Servizi per il lavoro: imprese, enti e istituzioni" organizzato a marzo 2025, dove sono state evidenziate criticità nella ricerca di personale qualificato ed è emerso il tema ricorrente del mismatch tra domanda e offerta di lavoro; ovvero la difficoltà di far combaciare le competenze dei candidati con le esigenze delle imprese.

Le aziende hanno segnalato una crescente richiesta di profili con competenze tecniche specializzate, spesso legate a tecnologie emergenti, che non sempre sono presenti tra i candidati disponibili sul mercato. Inoltre, è emersa la difficoltà nel trovare candidati con specifiche soft skills, come motivazione, determinazione, autonomia, capacità di lavorare in gruppo, flessibilità e proattività, sempre più richieste dalle aziende moderne.

In ultimo, emerge l'esigenza espressa dalle aziende di approfondire i valori dei candidati in fase di reclutamento. L'obiettivo è assicurarne il perfetto allineamento con la cultura societaria, il positivo ambientamento delle nuove risorse riducendo così il rischio di attrito e il conseguente abbandono da parte delle professionalità chiave.

È emersa tuttavia dal confronto con gli imprenditori/uffici del personale anche la consapevolezza da parte delle aziende, di accogliere in un'ottica evolutiva e di integrazione fra generazioni, i nuovi valori sociali, culturali e di vita delle nuove risorse in base a politiche aziendali di attrazione, fidelizzazione e trattenimento.

 

 

 

Da sinistra Capucetti, Salvarani e Paparella.jpg
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