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Il Paesaggio dell'Alto Mantovano: arte, identità e territorio. Sino al 9 settembre alla Casa del Mantegna
Via Acerbi 47, Mantova Orario continuato nei giorni del Festivaletteratura: Giovedì 6 e domenica 9 settembre accesso libero dalle 10 alle 22; venerdì 7 e sabato 8 settembre ingressi dalle 10 alle 23.
Mostra a cura di
Gianfranco Ferlisi
Nel territorio dell'Alto Mantovano
ci fu un tempo felice in cui l'arte e, in specifico, la pittura
assunsero una dimensione sovralocale. Si realizzò allora una
stagione artistica straordinariamente emozionante, in cui la
pittura di paesaggio illuminò e diede veste estetica
a questi luoghi, tra i più suggestivi del nostro territorio.
La Provincia di Mantova, con la rassegna intitolata "Il
Paesaggio dell'Alto Mantovano: arte, identità e
territorio", intende valorizzare tale imponente patrimonio
e proporre una selezione di oltre 170 opere con una lettura critica
rivisitata.
La mostra "Il Paesaggio dell'Alto Mantovano: arte,
identità e territorio", curata da Gianfranco
Ferlisi, si svolgerà a Mantova, alla Casa del Mantegna, dal
20 aprile al 15 luglio.
Il periodo cui la rassegna intende dare riconoscimento
è quello che si estende tra il 1859, all'indomani della
battaglia di Solferino e San Martino, e il 1983, periodo ritenuto
opportuno per formulare un'interpretazione critica
distaccata.
Ciò che
la mostra propone è un viaggio, una ricognizione nella
produzione artistica che ha preso origine da questo luogo o che a
questo luogo si lega: un percorso che si snoda attraverso l'opera
di 46 artisti, seguendo come leitmotiv il paesaggio di questa
particolare terra.
Il racconto
visivo della rassegna prende avvio dalle prove post-risorgimentali
di Carlo Ademollo (Firenze, 1824-1911) e Giuseppe
Nodari (Castiglione delle Stiviere, 1841-1898). Attraversa,
quindi, l'esperienza scapigliata di Virgilio Ripari
(Asola, 1843 - Milano, 1902) e la pittura prospettica di
Domenico Pesenti (Medole, 1843 - Mantova, 1918) per
soffermarsi sul naturalismo divisionista e post scapigliato di
Vindizio Nodari Pesenti (Medole, 1879 - Mantova, 1961), di
Archimede Bresciani (Gazoldo, 1881 - Milano, 1939), di
Mario Lomini (Redondesco, 1887-1948).
Si apre poi una
riflessione all'insegna del dipingere in chiaro, sui sodalizi
estetici tra Medole e Castiglione. Da Umberto Lilloni
(Milano, 1898-1980) ad Angelo Del Bon (Milano, 1898 - Desio,
1952), da Giuseppe Angelo Facciotto (Cavriana, 1904 -
Mantova, 1945) a Oreste Marini (Castel Goffredo, 1909 -
Castiglione delle Stiviere, 1992), da Carlo Malerba (Bastida
Pancarana, 1896 - Milano, 1954) a Ezio Mutti (Castiglione
delle Stiviere, 1906-1987) da Maddalena Nodari (Castel
Goffredo, 1915 - Roma, 2004) a Giulio Perina (Villafranca,
1907 - Mantova, 1985) un'ampia selezione di opere, estesa anche ad
artisti meno famosi ma sempre significativi, conferisce nuovi
significati a una stagione estetica già impregnata di luce.
Quasi la metà dei dipinti presenti in mostra, infatti,
è un doveroso omaggio al Chiarismo, una pittura che
affida a un segno emotivo e mosso la vibrante luminosità che
la natura sa sprigionare alla vista. Oltre settanta opere toccano
dunque l'esperienza di pittori che, tra gli inizi degli anni Trenta
e gli inizi degli anni Cinquanta del XX secolo, si sono
dedicati ad aggiornare l'orizzonte arcaista e post-metafisico cui
si ispiravano tutti gli artisti più affermati del panorama
nazionale.
Ma la parte di territorio che si
estende tra le rive meridionali del Garda e la pianura mantovana,
chiusa ad est dal fiume Mincio e ad ovest dal Chiese, un
habitat suggestivo, dalle caratteristiche naturali e
paesaggistiche di grande pregio, diventa anche, sempre negli stessi
anni, una sorta di ritrovata Arcadia, rivisitata da una
pittura rasserenante. L'anfiteatro delle colline moreniche, con i
suoi dolci pendii, si modifica, si idealizza, diventa colore e
poesia nelle tele di artisti come Arturo Cavicchini
(Ostiglia, 1907 - Mantova, 1942), Alessandro Dal Prato
(Roncoferraro, 1909 - Guidizzolo, 2002), Giuseppe Fierino
Lucchini (Stradella di San Giorgio, 1907 - Casalmaggiore,
2001), Aldo Bergonzoni (Mantova, 1899 - Padova, 1976).
Infine la mostra estende la
ricerca al decennio successivo al 1945, al tempo segnato dal
tentativo di superare il dramma della Seconda Guerra Mondiale.
Anche qui i fermenti che, in campo artistico, orientano il Paese
verso un'identità contemporanea, nel superamento di una
visione bucolica e felice della natura, cambiano l'orizzonte
del fare pittura.
Da Franco
Ferlenga (Castiglione delle Stiviere, 1916-2004) a Danilo
Guidetti (Castiglione delle Stiviere, 1928-1990) la pittura di
paesaggio evolve andando oltre la rappresentazione della natura
come spettacolo. Un ulteriore passaggio, cruciale perché
consente di approdare alle opere di quella generazione di artisti
che si rende protagonista degli anni post-Sessantotto.
Le ultime emozioni di questo
percorso artistico sfociano quindi in operazioni surreali, nella
ricerca di interazione tra arte e linguaggio, tra l'opera d'arte
sospesa tra significato e significante, in enigmatico scollamento
(Renzo Margonari, Mantova, 1937), e tendenze postmoderne, in
cui l'originalità sottopone a variazione il materiale
estetico già disponibile: Edoardo Bassoli (Suzzara,
1946), Franco Bassignani (Guidizzolo, 1942), Eristeo
Banali (Mantova, 1950), Adriano Castelli (Asola, 1955) e
Antonella Gandini (Valeggio sul Mincio,
1958).
Lo
sguardo complessivo di questa rassegna su uno specifico squarcio di
paesaggio tende dunque a spiegare come l'incalzare delle molteplici
vicende estetiche possa non solo influenzare lo sguardo degli
uomini ma anche "ricreare" la natura che tale sguardo percorre ed
interpreta: l'arte, in questo senso, è generatrice e
nutrice, e l'artista è colui che può esprimere nel
tempo la medesima realtà con
sensibilità diversa, facendo del paesaggio una
realtà culturale, che certo non si identifica con il
substrato materiale, geografico e ambientale.
Ci
sarà inoltre un percorso olfattivo che permetterà al
visitatore di cogliere fragranze ed essenze dei paesaggi dell'Alto
Mantovano, distribuito per mezzo di appositi diffusori in alcune
stanze della Casa del Mantegna, denominato identità
olfattiva e curato dall'azienda Aphea di Modena.
Concluderà la rassegna un'ampia
esposizione di materiale documentario - bibliografico,
cinematografico e fotografico - sul paesaggio dell'Alto Mantovano,
nelle sue varie espressioni geografiche, naturalistiche e
paesaggistiche, che ne testimonieranno le modificazioni,
l'evoluzione e l'antropizzazione subite negli ultimi
decenni.
Biglietti: ingresso gratuito
Informazioni:
tel. +39 0376 360506
tel. +39 0376 360506
fax +39 0376 326685
E-mail casadelmantegna@provincia.mantova.it
www.casadelmantegna.it
Prenotazioni mostra (per soli gruppi) e informazioni turistiche:
tel. +39 0376 432432
fax +39 0376 432433
E-mail info@turismo.mantova.it
www.turismo.mantova.it
Ufficio stampa:
Provincia di Mantova
Ufficio stampa e comunicazione
Alessandra Ferrari
Tel. +39 0376 204322
E-mail
alessandra.ferrari@provincia.mantova.it
Mostra a
cura di Gianfranco Ferlisi
Catalogo edito da Publi
Paolini
La
Provincia di Mantova ringrazia: Parco del
Mincio, GAL Alto Mantovano, Aphea
In partnership
con: Fondazione BAM
Archimede Bresciani da Gazoldo (Gazoldo degli Ippoliti 1881 - Milano 1939) La merenda ai contadini (1939), olio su tela, Galleria d'arte fondazione Bam
Documenti da scaricare
Gli artisti in mostra(file pdf, 74 KB)
Le opere esposte(file pdf, 141 KB)




