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Il Paesaggo dell'Alto Mantovano: arte, identità e territorio
20.04.2012 - 09.09.2012 | Mostra | Casa del MantegnaMostra a cura di Gianfranco Ferlisi
Inaugurazione venerdì 20 aprile ore
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Nel territorio dell'Alto Mantovano
ci fu un tempo felice in cui l'arte e, in specifico, la pittura
assunsero una dimensione sovralocale. Si realizzò allora una
stagione artistica straordinariamente emozionante, in cui la
pittura di paesaggio illuminò e diede veste estetica
a questi luoghi, tra i più suggestivi del nostro territorio.
La Provincia di Mantova, con la rassegna intitolata "Il
Paesaggio dell'Alto Mantovano: arte, identità e
territorio", intende valorizzare tale imponente patrimonio
e proporre una selezione di oltre 170 opere con una lettura critica
rivisitata.
La mostra "Il Paesaggio
dell'Alto Mantovano: arte, identità e territorio",
curata da Gianfranco Ferlisi, si svolgerà a Mantova, alla
Casa del Mantegna, dal 20 aprile al 15 luglio.
Il periodo cui la rassegna intende
dare riconoscimento è quello che si estende tra il 1859,
all'indomani della battaglia di Solferino e San Martino, e il 1983,
periodo ritenuto opportuno per formulare un'interpretazione critica
distaccata.
Ciò che
la mostra propone è un viaggio, una ricognizione nella
produzione artistica che ha preso origine da questo luogo o che a
questo luogo si lega: un percorso che si snoda attraverso l'opera
di 46 artisti, seguendo come leitmotiv il paesaggio di questa
particolare terra.
Il racconto
visivo della rassegna prende avvio dalle prove post-risorgimentali
di Carlo Ademollo (Firenze, 1824-1911) e Giuseppe
Nodari (Castiglione delle Stiviere, 1841-1898). Attraversa,
quindi, l'esperienza scapigliata di Virgilio Ripari
(Asola, 1843 - Milano, 1902) e la pittura prospettica di
Domenico Pesenti (Medole, 1843 - Mantova, 1918) per
soffermarsi sul naturalismo divisionista e post scapigliato di
Vindizio Nodari Pesenti (Medole, 1879 - Mantova, 1961), di
Archimede Bresciani (Gazoldo, 1881 - Milano, 1939), di
Mario Lomini (Redondesco, 1887-1948).
Si apre poi una
riflessione all'insegna del dipingere in chiaro, sui sodalizi
estetici tra Medole e Castiglione. Da Umberto Lilloni
(Milano, 1898-1980) ad Angelo Del Bon (Milano, 1898 - Desio,
1952), da Giuseppe Angelo Facciotto (Cavriana, 1904 -
Mantova, 1945) a Oreste Marini (Castel Goffredo, 1909 -
Castiglione delle Stiviere, 1992), da Carlo Malerba (Bastida
Pancarana, 1896 - Milano, 1954) a Ezio Mutti (Castiglione
delle Stiviere, 1906-1987) da Maddalena Nodari (Castel
Goffredo, 1915 - Roma, 2004) a Giulio Perina (Villafranca,
1907 - Mantova, 1985) un'ampia selezione di opere, estesa anche ad
artisti meno famosi ma sempre significativi, conferisce nuovi
significati a una stagione estetica già impregnata di luce.
Quasi la metà dei dipinti presenti in mostra, infatti,
è un doveroso omaggio al Chiarismo, una pittura che
affida a un segno emotivo e mosso la vibrante luminosità che
la natura sa sprigionare alla vista. Oltre settanta opere toccano
dunque l'esperienza di pittori che, tra gli inizi degli anni Trenta
e gli inizi degli anni Cinquanta del XX secolo, si sono
dedicati ad aggiornare l'orizzonte arcaista e post-metafisico cui
si ispiravano tutti gli artisti più affermati del panorama
nazionale.
Ma la parte di territorio che si estende tra le rive
meridionali del Garda e la pianura mantovana, chiusa ad est dal
fiume Mincio e ad ovest dal Chiese, un habitat suggestivo,
dalle caratteristiche naturali e paesaggistiche di grande pregio,
diventa anche, sempre negli stessi anni, una sorta di ritrovata
Arcadia, rivisitata da una pittura rasserenante. L'anfiteatro
delle colline moreniche, con i suoi dolci pendii, si modifica, si
idealizza, diventa colore e poesia nelle tele di artisti come
Arturo Cavicchini (Ostiglia, 1907 - Mantova, 1942),
Alessandro Dal Prato (Roncoferraro, 1909 - Guidizzolo,
2002), Giuseppe Fierino Lucchini (Stradella di San Giorgio,
1907 - Casalmaggiore, 2001), Aldo Bergonzoni (Mantova, 1899
- Padova, 1976).
Infine la mostra estende la ricerca al decennio successivo al
1945, al tempo segnato dal tentativo di superare il dramma della
Seconda Guerra Mondiale. Anche qui i fermenti che, in campo
artistico, orientano il Paese verso un'identità
contemporanea, nel superamento di una visione bucolica e
felice della natura, cambiano l'orizzonte del fare pittura.
Da Franco
Ferlenga (Castiglione delle Stiviere, 1916-2004) a Danilo
Guidetti (Castiglione delle Stiviere, 1928-1990) la pittura di
paesaggio evolve andando oltre la rappresentazione della natura
come spettacolo. Un ulteriore passaggio, cruciale perché
consente di approdare alle opere di quella generazione di artisti
che si rende protagonista degli anni post-Sessantotto.
Le ultime emozioni di questo percorso artistico sfociano
quindi in operazioni surreali, nella ricerca di interazione tra
arte e linguaggio, tra l'opera d'arte sospesa tra significato e
significante, in enigmatico scollamento (Renzo Margonari,
Mantova, 1937), e tendenze postmoderne, in cui l'originalità
sottopone a variazione il materiale estetico già
disponibile: Edoardo Bassoli (Suzzara, 1946), Franco
Bassignani (Guidizzolo, 1942), Eristeo Banali (Mantova,
1950), Adriano Castelli (Asola, 1955) e Antonella
Gandini (Valeggio sul Mincio, 1958).
Lo sguardo complessivo di
questa rassegna su uno specifico squarcio di paesaggio tende dunque
a spiegare come l'incalzare delle molteplici vicende estetiche
possa non solo influenzare lo sguardo degli uomini ma anche
"ricreare" la natura che tale sguardo percorre ed interpreta:
l'arte, in questo senso, è generatrice e nutrice, e
l'artista è colui che può esprimere nel tempo la
medesima realtà con sensibilità diversa, facendo
del paesaggio una realtà culturale, che certo non si
identifica con il substrato materiale, geografico e
ambientale.
Ci sarà inoltre un
percorso olfattivo che permetterà al visitatore di cogliere
fragranze ed essenze dei paesaggi dell'Alto Mantovano, distribuito
per mezzo di appositi diffusori in alcune stanze della Casa del
Mantegna, denominato identità olfattiva e curato
dall'azienda Aphea di Modena.
Concluderà la rassegna
un'ampia esposizione di materiale documentario - bibliografico,
cinematografico e fotografico - sul paesaggio dell'Alto Mantovano,
nelle sue varie espressioni geografiche, naturalistiche e
paesaggistiche, che ne testimonieranno le modificazioni,
l'evoluzione e l'antropizzazione subite negli ultimi
decenni.
Orari:
dal 21 aprile al 3 giugno 2012
dal 21 aprile al 3 giugno 2012
feriali e festivi: 10,00-13,00 - 15,00-18,00
Chiuso il lunedì
dal 5 giugno al 30 settembre 2012
feriali e festivi: 10,00-12,00 - 17,00-19,00
Chiuso il lunedì
Biglietti: ingresso gratuito
Informazioni:
tel. +39 0376 360506
tel. +39 0376 360506
fax +39 0376 326685
E-mail casadelmantegna@provincia.mantova.it
www.casadelmantegna.it
Prenotazioni mostra (per soli gruppi) e informazioni turistiche:
tel. +39 0376 432432
fax +39 0376 432433
E-mail info@turismo.mantova.it
www.turismo.mantova.it
Ufficio stampa:
Provincia di Mantova
Ufficio stampa e comunicazione
Alessandra Ferrari
Tel. +39 0376 204322
E-mail alessandra.ferrari@provincia.mantova.it
Mostra a cura
di Gianfranco Ferlisi
Catalogo edito da Publi
Paolini
La Provincia di
Mantova ringrazia: Parco del Mincio, GAL Alto Mantovano,
Aphea
In partnership
con: Fondazione BAM





