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Eradicazione della nutria, il Consiglio Provinciale approva il piano triennale. Ora il problema sono le risorse

04.12.2015 11:40

Si rafforzerà il ruolo dei Comuni. Dalla Regione solo 35 mila euro

Approvato dal Consiglio Provinciale il Piano Triennale per il contenimento e l'eradicazione delle nutrie nel mantovano.
Dopo la presentazione a Comuni, Prefettura, Asl, Arpa e Consorzi di Bonifica e il passaggio in Commissione provinciale Ambiente, il Piano triennale di eradicazione della nutria ha avuto il via libera prima della Regione, poi dalla Giunta e lunedì dal Consiglio Provinciale.
"La Provincia - ricorda il presidente Alessandro Pastacci - oltre a predisporre il piano triennale dovrà organizzare lo smaltimento delle carcasse attraverso punti di raccolta per lo stoccaggio, gestire il tavolo provinciale di coordinamento e per ultimo, funzione molto importante, provvedere ad autorizzare gli operatori.  Il nodo da risolvere resta quindi il reperimento dei fondi, considerato che Regione Lombardia ha stanziato per ora solo 35 mila euro per il nostro territorio" e una cifra analoga potrebbe arrivare nei primi mesi del 2105 .
Il presidente sottolinea come a fronte di un improvvisa modifica della legge di riferimento operata dallo Stato nel 2014, l'attività di prelievo si sia di fatto bloccata per l'assenza di risorse. Regione Lombardia ha di fatto tagliato tutti i fondi che nel 2014 erano stati destinati alle Province; si tratta di oltre 400.000 euro, di cui ad oltre un anno di distanza sono rimasti poco solo 150.000 euro sull'intera regione. I fondi disponibili sono assolutamente insufficienti a garantire un'azione minimamente incisiva. Le risorse regionali
disponibili oggi, coprono a malapena il 10 % delle attività previste. Il Piano per essere attuato ha bisogno di risorse adeguate e non è pensabile addossare tutto ai Comuni come prevede la legge nazionale. Il controllo di questa specie su un territorio così vasto necessità invece di un piano nazionale che coordini le diverse attività degli enti locali; altrimenti rischiano di mandare in fumo poche risorse disponibili.
Il piano, richiesto dalla Regione a tutte le Province lombarde, rappresenta lo strumento di programmazione di tutte le attività da svolgere sul territorio per puntare all'eradicazione della nutria, dopo che dall'agosto 2014, con l'entrata in vigore della nuova legge, le nutrie sono state escluse dalla fauna selvatica, al pari di talpe, ratti, topi e arvicole.
L'analisi delle stime dei popolamenti di nutria a livello regionale, evidenzia come la provincia di Mantova detenga il più alto numero di capi presenti: per questo il piano si pone l'obiettivo di prelevare  circa 100.000 capi all'anno, che rappresentano l'incremento annuo della popolazione stimata pari a circa il 56%. "Si tratta di un traguardo importante - sottolinea il presidente Pastacci - che richiede oltre che l'impegno di molti operatori e il reperimento di ingenti risorse finanziarie costituite da circa 400.000 euro all'anno per coprire le spese di rimborso agli operatori, i costi delle gabbie trappola e di smaltimento delle carcasse presso centri specializzati". Ed è questo il metodo principale di smaltimento che Regione Lombardia indica come prioritario per garantire la sicurezza sanitaria ed evitare contaminazioni dell'ambiente.
L'aspetto più importante del piano è rappresentato dal ruolo degli operatori abilitati, figure chiave per la cattura e il prelievo in campo.
L'operatore abilitato al controllo della nutria svolge un pubblico servizio e non attività venatoria, anche se munito di licenza di caccia. Gli operatori abilitati si distingueranno tra quelli muniti di porto d'armi uso caccia e quelli senza porto d'armi che utilizzeranno  metodi di controllo della nutria diversi.
Una importante novità è rappresentata dalla deroga all'obbligo dell'autorizzazione provinciale, per i proprietari e/o i conduttori dei terreni agricoli, che all'interno di tali terreni, potranno svolgere l'attività di prelievo della nutria, con trappole a vivo, con l'obbligo comunque di registrarsi alla Provincia: essi dovranno effettuare l'attività di prelievo nel rispetto delle modalità previste dal presente programma. Per tali figure, le Province, anche con il supporto delle associazioni agricole, possono organizzare corsi di aggiornamento.
Il personale già autorizzato dalle Provincia ad agosto 2014, è da intendersi già in possesso dell'abilitazione ovvero autorizzato a svolgere attività di contenimento della nutria.
Gli operatori detentori di porto d'armi dovranno agire sotto lo stretto coordinamento e la presenza di un responsabile, individuato dal Comune competente, in gruppi di non più di 4 persone per volta.
Si rafforzerà cosi il ruolo dei Comuni a cui spetterà la gestione diretta con propri operatori volontari, con o senza porto d'armi,  dei problemi relativi al sovrappopolamento delle nutrie.
I Comuni dovranno partecipare con proprie risorse alla copertura dei costi complessivi derivanti dall'attività di controllo ed eradicazione e acquistando le gabbie per la cattura e i sacchetti per lo smaltimento. Inoltre i Comuni dovranno identificare, anche in forma associata, aree idonee alla raccolta e allo smaltimento delle carcasse delle nutrie, garantendo la presenza di adeguati contenitori. Ruolo fondamentale sarà poi quello del sindaco nell'autorizzare l'eventuale sotterramento delle carcasse secondo le indicazioni e modalità del Regolamento (CE).