Rallenta il flusso migratorio verso la
provincia di Mantova. La crisi si fa sentire e il territorio
virgiliano esercita meno appeal sugi stranieri. Le donne sono quasi
in numero pari a quello degli uomini e cresce il livello
di scolarizzazione degli immigrati che sono sempre
più proprietari della casa in cui vivono. La
religione musulmana resta quella prevalente ma non ha più la
maggioranza assoluta come 10 anni fa. Presentato oggi a Palazzo di
Bagno il rapporto sull'immigrazione nel mantovano nel
2011.
A introdurre i lavori è stata Elena
Magri, assessore provinciale alle politiche di coesione sociale
affiancata dalla presidente della Commissione Provinciale
per le poltiche sociali e dell'immigrazione Tiziana
Zucca.
A presentare la ricerca è stato
invece Alessio Menonna, ricercatore dell'Osservatorio
Regionale per l'immigrazione e multietnicità
Fondazione ISMU.
1. Gli
aspetti quantitativi e la tipologia della presenza
La popolazione straniera proveniente da
Paesi a forte pressione migratoria presente in provincia di Mantova
è cresciuta di poco più di 2mila unità nei
dodici mesi precedenti il 1° luglio 2011 e conta 64200
unità anche se non ha recuperato del tutto la perdita di
presenze segnata fra la seconda metà del 2009 e la prima del
2010. Negli ultimi undici
anni i residenti (55 mila a metà 2011) sono
più che quadruplicati, i regolari non residenti (4
mila) sono decuplicati e gli irregolari (5200) poco
più che raddoppiati: i primi - pur non crescendo ai ritmi
record del periodo compreso fra 2007 e 2008 - sono aumentati negli
ultimi dodici mesi di 3500 unità, mentre gli ultimi due
collettivi sono diminuiti per il secondo anno consecutivo
discendendo dai livelli record di metà 2009 allorquando
contavano rispettivamente 5700 e 8700 unità.
Tabella 1 - Stima degli stranieri provenienti dai Pvs
o dall'Est Europa presenti in provincia di Mantova. Anni 2000-2011,
valori in migliaia di unità secondo la variante
media
|
Tipologia
della
presenza
|
1.7.
'00
|
1.1.
'01
|
1.1.
'02
|
1.7.
'03
|
1.7.
'04
|
1.7.
'05
|
1.7.
'06
|
1.7.
'07
|
1.7.
'08
|
1.7.
'09
|
1.7.
'10
|
1.7.
'11
|
|
Residenti
|
12,4
|
13,5
|
13,6
|
18,3
|
24,2
|
31,7
|
33,3
|
36,9
|
44,7
|
50,3
|
51,5
|
55,0
|
|
Reg. non res.
|
0,4
|
0,7
|
0,8
|
1,8
|
1,6
|
1,8
|
1,7
|
2,8
|
3,6
|
5,7
|
4,8
|
4,0
|
|
Irregolari
|
2,4
|
2,5
|
3,4
|
1,7
|
2,4
|
2,6
|
4,4
|
5,3
|
7,4
|
8,7
|
5,8
|
5,2
|
|
Totale(a)
|
15,3
|
16,7
|
17,8
|
21,9
|
28,2
|
36,2
|
39,4
|
45,0
|
55,7
|
64,6
|
62,1
|
64,2
|
Nota: (a) Il totale risente degli arrotondamenti
sui dati parziali.
Fonte: n/elaborazioni su dati
Osservatorio Regionale per l'integrazione e la
multietnicità.
2. Le
aree ed i Paesi di provenienza
Negli undici anni
precedenti il 1° luglio 2011 le presenze africane sono passate
da 7mila a 16mila, mentre molto più velocemente quelle
est-europee e asiatiche da 4mila a testa a rispettivamente 22mila e
24mila, con una presenza latinoamericana tuttora marginale (3mila
unità). Negli
ultimi dodici mesi si contano aumenti di presenze est-europee e
asiatiche per oltre mille unità a testa, a fronte di lievi
diminuzioni per africani e latinoamericani. Dal punto di vista
delle singole cittadinanze gli indiani mantengono la prima
posizione per numerosità in provincia di
Mantova, con 11 mila
presenze, davanti al gruppo marocchino (9600 unità) e a
quello rumeno (8800).
Figura 1 - Distribuzione percentuale delle principali
cittadinanze presenti al 1° luglio 2011 in provincia di
Mantova
Fonte: n/elaborazioni su
dati Osservatorio Regionale per l'integrazione e la
multietnicità.
3. Il
fenomeno dell'irregolarità
A inizio decennio tra il 15 e il 19 per
cento degli immigrati era sprovvisto di permesso di soggiorno. La
regolarizzazione straordinaria "Bossi-Fini" ha poi portato il tasso
di irregolarità al 7-8 per cento fra 2003 e 2005, cui
è seguito un progressivo aumento fino al 13 per cento nel
2008-2009, mentre infine le più recenti iniziative di
"sanatoria per colf e badanti" e "click days" hanno ri-abbassato il
tasso al 9 per cento nel 2010 e all'8 per cento nel 2011.
All'interno dei singoli gruppi nazionali le maggiori incidenze
d'irregolarità nella presenza sono riscontrabili fra i
nigeriani (14%), i cinesi (12%), i tunisini e i pakistani
(11%).
4. Le
caratteristiche strutturali (genere, età, religione,
istruzione)
A livello strutturale si notano:
una tendenza verso l'equilibrio di genere, seppure ancora
con una lieve prevalenza maschile (52,5%) sulla componente
femminile; una tendenziale crescente anzianità
anagrafica, leggermente superiore tra gli uomini che tra le
donne; titoli di studio in aumento e principalmente di diploma
di scuola superiore, mentre decrescono nel tempo le percentuali
di senza titolo e di persone con formazione terminata nelle scuole
dell'obbligo; appartenenze religiose soprattutto
musulmane, anche se non più in maggioranza assoluta come
dieci anni fa.
5.
L'anzianità della presenza (in Italia e in
provincia)
Il dato sugli arrivi in Italia evidenzia
come nel 2000 circa uno straniero su quattro sia giunto tra i
cinque e i dieci anni precedenti la rilevazione, mentre la quota
passa al 47 per cento circa nel 2011. Il Nord Africa è
caratterizzato dall'anzianità mediana della presenza
più elevata, intorno ai 10 anni per l'Italia e agli 8
per la provincia, mentre sul fronte opposto l'Est Europa
comunitaria è l'area di più giovane immigrazione
per entrambi i territori.
6. La condizione
lavorativa
Il dato sulla condizione lavorativa mostra
una diminuzione nella quota di occupati regolarmente a tempo
indeterminato, che passa
dal 52 al 38% della popolazione straniera ultraquattordicenne
complessiva nel corso degli anni. L'occupazione regolare part time
quasi triplica tra il 2000 e il 2011, mentre quella irregolare
stabile nello stesso lasso di tempo scende dal 6 per cento e si
attesta al 2 per cento nel 2011. Le casalinghe subiscono un
forte incremento, passando dal 5 al 19% tra il 2000 e 2010, per poi
attestarsi al 15% nel 2011, mentre la quota di disoccupati oscilla,
subendo un calo e raggiungendo il minimo pari al 3% nel 2006, per
poi aumentare e arrivare al 13% nel 2010-2011.
7. La
condizione abitativa e familiare
Nel 2000 circa tre stranieri su cinque
sperimentavano una sistemazione abitativa privata, da soli o con
famiglia, e tale quota è salita al 75 per cento nel
2010-2011. La percentuale di case di proprietà si
quintuplica nel corso della serie storica - anche se negli ultimi
sei anni non è più aumentata ed è piuttosto oscillata attorno al
23 per cento - mentre la coabitazione si dimezza nel tempo e si
attesta al 6 per cento nel 2011. In parallelo, anche la
sistemazione precaria si dimezza e quella in centro d'accoglienza
si riduce a meno dell'1 per cento d'incidenza nel corso degli anni
considerati, mentre circa il 10 per cento degli stranieri vive sul
luogo di lavoro nel 2011 a fronte del 5 per cento registrato nel
2000.
Tabella 2 - Stranieri
presenti nella provincia di Mantovaclassificati secondo il titolo di godimento
dell'alloggio (valori percentuali). Anni 2000-2011
|
Titolo d'alloggio
|
2000
|
2001
|
2006
|
2007
|
|
Sistemazione privata solo o in
famiglia
|
61,2
|
65,3
|
79,0
|
79,1
|
|
di cui: casa di
proprietà
|
5,5
|
9,2
|
25,3
|
19,8
|
|
Sistemazione privata in
coabitazione
|
15,6
|
13,7
|
7,7
|
5,9
|
|
Sistemazione
precaria
|
14,8
|
11,6
|
6,1
|
7,0
|
|
Centro
d'accoglienza
|
3,2
|
3,1
|
0,5
|
0,5
|
|
Sul luogo di lavoro
|
5,3
|
6,4
|
6,6
|
7,6
|
|
Totale
|
100,0
|
100,0
|
100,0
|
100,0
|
|
Titolo d'alloggio
|
2008
|
2009
|
2010
|
2011
|
|
Sistemazione privata solo o in
famiglia
|
72,1
|
76,8
|
75,2
|
75,2
|
|
di cui: casa di
proprietà
|
20,1
|
22,8
|
25,9
|
23,1
|
|
Sistemazione privata in
coabitazione
|
7,0
|
5,0
|
6,8
|
6,3
|
|
Sistemazione
precaria
|
11,0
|
7,2
|
7,4
|
8,6
|
|
Centro
d'accoglienza
|
0,8
|
0,2
|
1,4
|
0,1
|
|
Sul luogo di lavoro
|
9,2
|
10,8
|
9,3
|
9,6
|
|
Totale
|
100,0
|
100,0
|
100,0
|
100,0
|
Fonte: n/elaborazioni su dati
Osservatorio Regionale per l'integrazione e la
multietnicità.
Approfondimento. Aspetti
dell'integrazione
Nel panorama lombardo la provincia di
Mantova si colloca leggermente sotto il dato medio regionale e in
posizione centrale per livello di integrazione ed è caratterizzata da una varianza
leggermente superiore a quella lombarda. Lo stato civile
maggiormente integrato è quello di coniugato per
entrambi i generi, mentre il livello più basso si osserva
per i divorziati o separati fra gli uomini e per le vedove tra le
donne. L'anzianità migratoria della presenza in Italia
sembra associata al livello di integrazione: all'ingresso non
si osserva una netta differenziazione di genere, che tende
però ad incrementare - a favore delle donne - nei primi anni
dall'arrivo, per poi diminuire dopo circa 8 anni
dall'ingresso.