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"In ascolto del respiro della terra": le religioni si confrontano sul rapporto Uomo e Ambiente
15.02.2011 17:58
"Domenica presenteremo un decalogo del dialogo interreligioso,
coscienti del fatto che ad interagire sono sempre e solo le
persone, che spetta agli individui compiere quel passo decisivo per
sentirci figli della stessa terra".
Con queste parole il prof. Brunetto Salvarani ha concluso il proprio intervento alla conferenza stampa di presentazione di questo pomeriggio, richiamando tutti ad una partecipazione massiccia per quella che sarà, probabilmente, la prima occasione in cui tutte le religioni del territorio dialogheranno su un tema tanto importante come quello ambientale. Domenica 20 febbraio, alle 15, il Salone Mantegnesco della Fondazione Università di Mantova ospiterà "In ascolto del respiro della terra", un incontro-seminario i cui partecipanti saranno i rappresentanti della comunità induista, ebraica, buddhista, sikh, islamica, bahà'ì, della chiesa cattolica, ortodossa, evangelica valdese, tutti insieme per dare la propria interpretazione alla domanda che un rapporto millenario e in costante evoluzione come quello tra uomo e ambiente ci spinge a porci: E' ancora possibile ascoltare la natura che ci circonda? Organizzata dalla Provincia, insieme alla Diocesi Mantovana e al Gruppo Culturale del Vicariato di Mantova, la giornata vedrà, inoltre, gli interventi del presidente Maurizio Fontanili, del sindaco Nicola Sodano, del vescovo Roberto Busti e di Brunetto Salvarani. Nulla di precostituito, niente di tutto ciò che siamo soliti attenderci, non il classico appuntamento che ha per relatori accademici, luminari dell'ambientalismo o scienziati. Al centro ci sarà l'idea di un nuovo modo di percepire il rapporto tra comunità umana e natura. "Questa è un'iniziativa di cui andiamo molto fieri -ha spiegato l'assessore provinciale all'ambiente Giorgio Rebuschi- perché è unica nel suo genere. Non capita spesso di poter condividere un tema come quello del rapporto uomo-natura, insieme ai rappresentanti delle comunità religiose". "Le religioni svolgono un ruolo fondamentale per le comunità che rappresentano -ha proseguito l'assessore- un ruolo pubblico a tutti gli effetti e, per tale ragione, trovo sia giusto, anzi doveroso, che possano esprimere il proprio parere". "Viviamo attorniati da una sorta di "muro di vetro" che ci impedisce di interagire tra comunità differenti, nonostante nella grande maggioranza di noi alberghi un senso autentico di pluralismo religioso", ha spiegato Salvarani, che ha poi proseguito sottolineando come "il cammino per il raggiungimento di un dialogo tra le fedi è in salita perché non esiste una legge che garantisca la libertà religiosa". "Se la questione non solleverà un dibattito pubblico -ha concluso- avremo sempre religioni di serie A e di serie B". Al termine del convegno ci sarà un'interessantissima appendice gastronomica curata dall'assessorato all'agricoltura della Provincia.
Con queste parole il prof. Brunetto Salvarani ha concluso il proprio intervento alla conferenza stampa di presentazione di questo pomeriggio, richiamando tutti ad una partecipazione massiccia per quella che sarà, probabilmente, la prima occasione in cui tutte le religioni del territorio dialogheranno su un tema tanto importante come quello ambientale. Domenica 20 febbraio, alle 15, il Salone Mantegnesco della Fondazione Università di Mantova ospiterà "In ascolto del respiro della terra", un incontro-seminario i cui partecipanti saranno i rappresentanti della comunità induista, ebraica, buddhista, sikh, islamica, bahà'ì, della chiesa cattolica, ortodossa, evangelica valdese, tutti insieme per dare la propria interpretazione alla domanda che un rapporto millenario e in costante evoluzione come quello tra uomo e ambiente ci spinge a porci: E' ancora possibile ascoltare la natura che ci circonda? Organizzata dalla Provincia, insieme alla Diocesi Mantovana e al Gruppo Culturale del Vicariato di Mantova, la giornata vedrà, inoltre, gli interventi del presidente Maurizio Fontanili, del sindaco Nicola Sodano, del vescovo Roberto Busti e di Brunetto Salvarani. Nulla di precostituito, niente di tutto ciò che siamo soliti attenderci, non il classico appuntamento che ha per relatori accademici, luminari dell'ambientalismo o scienziati. Al centro ci sarà l'idea di un nuovo modo di percepire il rapporto tra comunità umana e natura. "Questa è un'iniziativa di cui andiamo molto fieri -ha spiegato l'assessore provinciale all'ambiente Giorgio Rebuschi- perché è unica nel suo genere. Non capita spesso di poter condividere un tema come quello del rapporto uomo-natura, insieme ai rappresentanti delle comunità religiose". "Le religioni svolgono un ruolo fondamentale per le comunità che rappresentano -ha proseguito l'assessore- un ruolo pubblico a tutti gli effetti e, per tale ragione, trovo sia giusto, anzi doveroso, che possano esprimere il proprio parere". "Viviamo attorniati da una sorta di "muro di vetro" che ci impedisce di interagire tra comunità differenti, nonostante nella grande maggioranza di noi alberghi un senso autentico di pluralismo religioso", ha spiegato Salvarani, che ha poi proseguito sottolineando come "il cammino per il raggiungimento di un dialogo tra le fedi è in salita perché non esiste una legge che garantisca la libertà religiosa". "Se la questione non solleverà un dibattito pubblico -ha concluso- avremo sempre religioni di serie A e di serie B". Al termine del convegno ci sarà un'interessantissima appendice gastronomica curata dall'assessorato all'agricoltura della Provincia.





