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Cava di Sustinente, il Tar accoglie il ricorso della Provincia
Accolto il ricorso della Provincia contro il Comune di Sustinente e la Vanti srl. Il Tar di Brescia, infatti, ha ritenuto fondate le motivazioni della Provincia e annullato così la delibera della giunta comunale di Sustinente che di fatto concedeva il permesso di costruire un laghetto artificiale per pesca sportiva in località Quarto Romano. Uno scavo che sarebbe stato profondo 10-12 metri, con un'estensione di circa 60 mila metri quadrati e che avrebbe comportato un asporto di 540 mila metri cubi di inerti. Il Tribunale amministrativo regionale nel suo pronunciamento ha evidenziato la fondatezza delle ragioni che hanno spinto la Provincia di Mantova a ricorrere: la profondità e le dimensioni del laghetto inidonee alla pesca sportiva e la posizione dove sarebbe stato realizzato lo scavo, troppo vicina all'idrovia Fissero - Tartaro.Il laghetto sarebbe stato realizzato sul 'regime dell'idrovia' costituita dal canale Fissero - Tartaro la cui sponda disterebbe solo 200 metri dal laghetto. A tal proposito si legge nella sentenza "gli atti citati non si sono fatti carico nemmeno di considerare la possibile interferenza dello scavo con il canale Fissero - Tartaro. Secondo comune esperienza, infatti, uno scavo profondo in prossimità di un canale può portare al cosiddetto 'sifonamento' ovvero a una frana con evidente possibile pericolo". "Di fatto come abbiamo sempre sostenuto - spiega il presidente della Provincia Maurizio Fontanili - si trattava di un pretesto per estrarre e commercializzare gli inerti, materiale di notevole valore, eludendo i limiti del Piano provinciale per le attività di cava. La sentenza non ha fatto altro che confermare la nostra tesi".




